Fratino risponde all’appello dell’ANPI: “Il sindaco sia custode della memoria e dei valori costituzionali”
«Un sindaco deve essere prima di tutto un custode della memoria e un garante dei valori costituzionali». Con queste parole il candidato sindaco Nicola Fratino ha risposto all'appello rivolto ai due sfidanti dall’ANPI – Sezione “Dario Serafini” di Ortona.
L’associazione partigiana aveva chiesto ai candidati, Angelo Di Nardo e Nicola Fratino, di impegnarsi pubblicamente a difendere i principi fondamentali della Costituzione italiana, nati dalla Resistenza, e a promuovere la partecipazione attiva ai referendum sul lavoro e la cittadinanza.
«Libertà, giustizia, uguaglianza, partecipazione non sono parole astratte – ha scritto – sono la base concreta su cui costruire il nostro vivere insieme».
Questo il testo della nota diramata martedì 3 giugno:
“Desidero ringraziare la Sezione “Dario Serafini” dell’ANPI di Ortona per l’appello rivolto ai candidati sindaco in vista del prossimo ballottaggio. Lo sento vicino perché tocca temi che da sempre ritengo fondamentali non solo per chi amministra una città ma per chiunque crede davvero nella democrazia e nella dignità delle persone. Durante gli anni in cui ho avuto l’onore di essere Sindaco di Ortona ho sempre cercato di fare la mia parte nel custodire la memoria e nel dare voce ai valori che hanno dato vita alla nostra Repubblica: libertà, giustizia, uguaglianza, partecipazione. Non sono parole astratte, sono la base concreta su cui costruire il nostro vivere insieme. Ho sempre pensato che un Sindaco debba essere prima di tutto un custode della memoria e un garante dei valori costituzionali nel solco della memoria antifascista, della partecipazione democratica e del rispetto delle istituzioni repubblicane. Se avrò ancora la possibilità di servire questa comunità continuerò su questa strada, con coerenza e passione, perché credo che senza memoria non ci sia futuro. Grazie per aver posto questo tema al centro del confronto politico. È anche da questo che si misura il valore di una comunità.”


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