Il PCI di Ortona: " Il PD festeggia la sconfitta. Noi chiamiamo le cose col loro nome. "
n comunicato arriva dalla sezione ortonese del Partito Comunista Italiano, che interviene con toni critici nei confronti del Partito Democratico locale, reo – a loro dire – di celebrare una presunta “vittoria” nonostante una delle peggiori sconfitte politiche degli ultimi anni.
Il PCI apre il suo messaggio con parole nette: “Il PD festeggia la sconfitta. Noi chiamiamo le cose col loro nome.” Secondo il partito, è sconcertante leggere un comunicato del Partito Democratico che, a poche ore dalla sconfitta elettorale, “si limita ad autoassolversi e a eludere qualsiasi forma di autocritica”.
Proseguendo, il PCI ribadisce che “a vincere le elezioni non è stato il centrosinistra, ma la destra”, e avverte che, se l'amministrazione locale seguirà la linea politica del governo nazionale, “c'è ben poco da festeggiare: ci attendono politiche di arretramento sociale, ulteriore privatizzazione dei servizi, peggioramento delle condizioni di lavoro e compressione degli spazi democratici.”
La critica si concentra anche sulla rappresentanza ottenuta dal PD: “Avrà un solo consigliere comunale. Con quale forza pensa di poter fare ‘opposizione costruttiva’?” Secondo i comunisti, il centrosinistra “non è più in grado di parlare al popolo, ai lavoratori, ai giovani, ai precari”, come dimostrato – affermano – dal risultato delle urne.
Non solo: anche l'esito del referendum viene letto in chiave negativa. “Non è un segnale di partecipazione consapevole”, sottolineano, “ma un grido di sfiducia verso chi per anni ha raccontato il lavoro senza saperlo difendere davvero.”
Il Partito Comunista contesta la mancanza di assunzione di responsabilità da parte dei vertici democratici locali: “In qualsiasi organizzazione seria, una sconfitta così netta e una simile perdita di rappresentanza politica porterebbe a una riflessione profonda e – se ci fosse ancora un minimo di rispetto verso gli elettori – alle dimissioni dell’intero gruppo dirigente del PD ortonese.”
Invece, a loro giudizio, si preferisce “l’autocompiacimento”, e si punta su slogan – come “Unisci, Rispetta e Risolvi” – che vengono giudicati insufficienti a “ricucire uno strappo profondo tra la sinistra istituzionale e la realtà sociale.”
Il PCI ribadisce quindi il suo dissenso: “Rifiutiamo questa narrazione autoindulgente. Non c’è alcuna vittoria da rivendicare. C’è invece la necessità urgente di ricostruire dal basso un’opposizione vera, radicata nei bisogni delle persone, che non abbia paura di dire le cose come stanno e di indicare con chiarezza chi ha responsabilità.”
La conclusione del comunicato si fa appello alla mobilitazione: “Il cambiamento non nasce dalla rassegnazione e dai comunicati di circostanza. Nasce dal coraggio politico, dalla coerenza, dalla militanza quotidiana, dall’ascolto reale dei cittadini e dalla capacità di costruire alternative vere.”
Infine, il PCI lancia un invito chiaro: “Chiamiamo alla mobilitazione tutte le forze sane della città, i delusi, gli astenuti, i giovani senza futuro, i lavoratori sfruttati: ricostruiamo insieme una sinistra popolare, indipendente, capace di tornare nelle strade, nei quartieri, nelle fabbriche e nelle scuole.” Per loro, “la battaglia per Ortona non è finita. È appena cominciata.”

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