“TU SEI CON ME”: IL RACCONTO DI UNA MEDICINA FATTA DI CURA, MEMORIA E UMANITÀ


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“Tu sei con me ”: il racconto di una medicina fatta di cura, memoria e umanità.

 Una serata intensa, ricca di emozioni, ricordi e riflessioni sul valore della cura e delle relazioni umane. Sabato 30 maggio, nella Sala Eden di Ortona, si è svolta la presentazione del libro “Tu sei con me” del professor Paolo Di Bartolomeo, medico ematologo e oncologo, già direttore del Centro Trapianti Midollo Osseo dell'Ospedale di Pescara e tra i pionieri del trapianto di midollo osseo in Italia.

L'incontro, organizzato da Felice Di Camillo e Marina Di Mascio, ha registrato la partecipazione di pubblico interessato e attento e ha offerto un'occasione di confronto sui temi affrontati nel volume. Al centro del libro vi è la storia di Chiara, sopravvissuta sia a una grave malattia del sangue sia al terremoto che nella notte del 6 aprile 2009 devastò Onna, frazione dell'Aquila. Attraverso il suo racconto e quello di altri pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo, l'opera ripercorre esperienze di sofferenza, speranza e rinascita, mettendo in luce il valore della medicina, della ricerca e delle relazioni umane nei momenti più difficili della vita.

Prima dei saluti istituzionali del presidente del Consiglio comunale di Ortona , Franco Vanni, e dell'assessore alla Cultura Italia Cocco, la serata è stata preceduta dall intervista all'autore e ai relatori, condotta da Anna Maria De Grandis .

Nel corso dell'intervista, Di Bartolomeo ha ripercorso alcune delle tappe più significative della propria esperienza professionale, ricordando il ruolo storico svolto dal Centro Trapianti di Pescara. «L'emozione dell'uomo forse è prevalente», ha affermato, spiegando come, accanto all'orgoglio per i risultati scientifici raggiunti, rimangano soprattutto i volti e le storie delle persone incontrate durante quasi mezzo secolo di attività.

Il professore ha inoltre ricordato che il primo trapianto di midollo osseo effettuato a Pescara risale all'11 dicembre 1976 e rappresentò il primo intervento di questo tipo realizzato in Italia, contribuendo a fare del centro abruzzese un punto di riferimento nazionale per la cura delle malattie ematologiche.

Particolarmente significativa è stata la riflessione sul rapporto umano che accompagna il percorso terapeutico. «Dietro ogni paziente ci sono la malattia, ma soprattutto una storia», ha sottolineato Di Bartolomeo, descrivendo il proprio lavoro come una continua sfida sul confine tra la vita e la morte e ribadendo come la conoscenza della persona rappresenti una componente essenziale dell'attività medica.

Parlando della nascita del libro, l'autore ha spiegato che il volume è nato dal desiderio di continuare a raccontare le esperienze dei pazienti incontrati nel corso della carriera. «Quando rivedo la mia vita lavorativa, scorrono davanti a me soprattutto le persone», ha raccontato, ricordando che dietro ogni guarigione, ma anche dietro ogni perdita, esistono storie che meritano di essere custodite e condivise.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della donazione di midollo osseo. Di Bartolomeo ha evidenziato come l'evoluzione delle tecniche e dei registri internazionali abbia ampliato in modo significativo le possibilità di cura. «Senza i donatori non si fanno i trapianti», ha ricordato, spiegando che oggi oltre il 90 per cento dei pazienti può accedere a una procedura che in passato era riservata a una minoranza di casi compatibili.

A sottolineare il valore dell'opera è intervenuto anche Felice Di Camillo, moderatore della serata. Il medico ha evidenziato la complessità di raccontare storie nelle quali la dimensione clinica si intreccia con quella emotiva, osservando che il libro riesce a trasformare esperienze individuali in una memoria collettiva. Di Bartolomeo, ha affermato, è riuscito a «ricucire tante storie con l'ago e il filo della memoria».

Tra gli organizzatori dell'evento, Marina Di Mascio ha spiegato le ragioni che l'hanno spinta a promuovere la presentazione a Ortona. Dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni pazienti, ha sentito l'esigenza di condividere quelle esperienze con la comunità cittadina. «Ortona ha bisogno di queste testimonianze», ha dichiarato, sottolineando il valore sociale e culturale di racconti capaci di trasmettere speranza e fiducia.

Uno dei momenti più toccanti è stato la testimonianza di Valentina Larcinese, donatrice di midollo osseo. Larcinese ha raccontato di aver effettuato la donazione quando aveva poco più di vent'anni a favore di un bambino londinese di appena un anno. «Il bambino aveva un anno ed è guarito», ha ricordato con emozione, spiegando di aver ricevuto nel tempo alcune lettere che le hanno permesso di seguire indirettamente il percorso di crescita del piccolo.

La donatrice  ha inoltre raccontato come la piena consapevolezza del valore della propria scelta sia maturata negli anni successivi. «Mi sono resa conto della potenza del gesto», ha affermato, spiegando che la maternità le ha fatto comprendere ancora più profondamente il significato umano di quella donazione.

Particolarmente intensa anche la testimonianza di Luigi Nervegna, ex paziente del Centro Trapianti Midollo Osseo di Pescara. Ripercorrendo il periodo della malattia e del lungo ricovero in isolamento, ha raccontato come quell'esperienza abbia trasformato il suo modo di guardare alla vita. «Quando tocchi il fondo tutte le altre cose assumono un'altra dimensione», ha dichiarato davanti al pubblico.

Nervegna ha ricordato il primo incontro con Paolo Di Bartolomeo durante il ricovero e l'importanza che ebbero le parole pronunciate dal medico in quel momento difficile. Quel gesto di vicinanza contribuì a costruire un rapporto umano che andò ben oltre il semplice rapporto professionale tra medico e paziente.

Con evidente commozione, l'ex paziente ha infine ringraziato il professore e l'intera équipe sanitaria per avergli consentito di tornare alla propria famiglia e costruire il proprio futuro. «Mi hai dato la possibilità di vedere le due perle della mia vita, i miei figli», ha affermato, ricevendo un lungo applauso dalla sala.

La presentazione di “Tu sei con me” si è così trasformata in qualcosa di più di un semplice incontro letterario. Le testimonianze dei pazienti, dei donatori e degli operatori sanitari hanno dato voce a un messaggio condiviso: la medicina cura le malattie, ma l'ascolto, la vicinanza e la relazione umana rappresentano spesso una parte essenziale del percorso di guarigione.

Un messaggio che attraversa le pagine del libro di Paolo Di Bartolomeo e che, nella serata ortonese, ha trovato una concreta e coinvolgente testimonianza nelle parole dei suoi protagonisti.


Il video con le interviste rilasciate  dai protagonisti dell’incontro ad Anna Maria De Grandis



L’indice con i principali momenti delle interviste per orientarsi all’interno del video 00:00 Introduzione 00:45 Paolo Di Bartolomeo – Medicina, umanità e il libro "Tu sei con me" 08:39 Felice Di Camillo – Il valore delle storie raccontate nel libro 11:12 Marina Di Mascio – Perché portare questa testimonianza a Ortona 13:51 Valentina Larcinese – La mia esperienza come donatrice di midollo osseo 16:19 Luigi Nervegna – La malattia, il trapianto e la rinascita 23:21 Conclusioni e ringraziamenti


Il video dell'incontro  di  domenica 30 maggio  





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