Pesca sportiva al Molo Sud di Ortona: dopo la riapertura del 2026 ecco dove e quando è consentita


Eugenio RapinoPesca sportiva al Molo Sud di Ortona: dopo la riapertura del 2026 ecco dove e quando è consentita


Dal 1° giugno 2026 è nuovamente possibile praticare la pesca sportiva e ricreativa nel tratto terminale del Molo Sud del porto di Ortona. L’attività è consentita negli ultimi 300 metri, a ridosso del fanale rosso, nel rispetto di precise condizioni di sicurezza e delle limitazioni previste dall’Ordinanza n. 8 del 29 maggio 2026 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

La possibilità di pescare dal Molo Sud di Ortona è il risultato di un percorso che ha coinvolto FIPSAS, Comune di Ortona, Capitaneria di Porto e Autorità di Sistema Portuale e che ha portato alla definizione di una disciplina destinata a conciliare la pesca con il transito pedonale e le esigenze di sicurezza dell’infrastruttura portuale.

Dal 2014 al divieto del 2022

La storia recente della pesca sportiva sul Molo Sud risale al 20 giugno 2014, quando, con l’Ordinanza n. 34/2014 della Capitaneria di Porto di Ortona, furono introdotte modifiche alle precedenti disposizioni di sicurezza e venne consentito l’esercizio della pesca sportiva e ricreativa nel tratto terminale del molo.

La situazione cambiò nel settembre 2022. Con l’Ordinanza n. 83 del 27 settembre 2022, la Capitaneria di Porto di Ortona abrogò la precedente autorizzazione, introducendo il divieto di pesca nel tratto portuale interessato.

Il provvedimento determinò, di fatto, l’interruzione non soltanto della pesca sportiva e ricreativa, ma anche della libera fruizione della passeggiata da parte dei cittadini. Rimase invece possibile lo svolgimento di gare sportive, previa specifica richiesta e successiva autorizzazione.

Dopo il provvedimento del 2022 furono avviati tentativi per ottenere la riapertura dell’area alla pesca sportiva e ricreativa, ma senza esito.

La riapertura al centro dell’attività della FIPSAS

Un nuovo impulso arrivò nel luglio 2025, con l’istituzione del Comitato Provinciale FIPSAS di Chieti. Tra gli obiettivi individuati dal nuovo organismo federale venne posta fin dall’inizio la riapertura dell’attività di pesca sportiva sul Molo Sud.

«Il Comitato Provinciale FIPSAS di Chieti è stato costituito nel luglio del 2025. Il Comitato aveva proprio in questo frangente l’obiettivo di riaprire l’attività di pesca sportiva, sia agonistica che ricreativa, sul Molo Sud del porto di Ortona», spiega Eugenio Rapino, presidente del Comitato Provinciale FIPSAS di Chieti.

Eugenio Rapino

( Clicca sulla foto di  Eugenio - Presidente del Comitato Provinciale FIPSAS per guardare le sue dichiarazioni )

Il Comitato coinvolse il Comune di Ortona, in considerazione dell’interesse della cittadinanza sia per la pratica sportiva sia per la possibilità di tornare a utilizzare il molo come luogo di passeggio, e la Capitaneria di Porto di Ortona.

Rapino ricostruisce quindi un percorso sviluppatosi attraverso una serie di incontri nel corso del 2025 con i diversi soggetti istituzionali. Il confronto, spiega, ha coinvolto la Capitaneria, l’Amministrazione comunale e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, con l’obiettivo di individuare condizioni compatibili con le esigenze di ciascun ente.

Secondo il presidente FIPSAS, il Comune ha posto l’attenzione sulla possibilità di salvaguardare il passeggio dei cittadini, mentre la Capitaneria ha concentrato il confronto sugli aspetti legati alla sicurezza e l’Autorità portuale ha contribuito alla definizione della disciplina degli spazi.

Il percorso proseguì attraverso una serie di incontri e riunioni con le istituzioni interessate. Dalla documentazione emerge che l’Autorità portuale ha preso atto dell’utilizzo storico del Molo Sud da parte della collettività per finalità ricreative, compresa la pesca sportiva e ricreativa con canna. Da qui la condivisione di una proposta di regolamentazione elaborata con l’Amministrazione comunale e l’Autorità marittima, finalizzata a conciliare la tradizionale frequentazione del luogo con le esigenze di sicurezza.

Il Comune di Ortona, con una nota del 29 gennaio 2026, aveva espresso parere favorevole alla proposta FIPSAS, subordinando la fruizione dell’area a limiti temporali e stagionali. La Capitaneria di Porto, con una nota del 10 febbraio 2026, aveva a sua volta condiviso gli elementi proposti come presupposti per l’emanazione del provvedimento.

Il confronto istituzionale si è concluso con la riunione congiunta del 20 maggio 2026, alla quale hanno partecipato la Capitaneria di Porto di Ortona, il Comune di Ortona, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e FIPSAS.

La segnaletica e l'organizzazione degli spazi

Una parte del confronto ha riguardato l’organizzazione degli spazi e la segnaletica destinata agli utenti. La FIPSAS ha contribuito direttamente alla realizzazione della cartellonistica.

«Abbiamo realizzato una serie di disegni che abbiamo sottoposto e che poi sono stati riveduti e corretti dalla Capitaneria e alla fine abbiamo raggiunto la stesura finale», racconta Rapino.

La Federazione, spiega il presidente del Comitato Provinciale, ha quindi elaborato la proposta grafica sulla base delle indicazioni della Capitaneria. Il progetto è stato successivamente rivisto e corretto dall’autorità marittima, prima di arrivare alla versione definitiva e alla realizzazione della segnaletica.

Dal 1° giugno 2026 torna la pesca

Il percorso si è concluso con l’Ordinanza n. 8 del 29 maggio 2026, emanata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

Il provvedimento stabilisce che, a partire dal 1° giugno 2026, il Molo Sud del porto di Ortona torna a essere fruibile per la pesca sportiva e ricreativa e per il libero transito pedonale, secondo le aree e le condizioni indicate nell’ordinanza e nella relativa planimetria.

La riapertura, tuttavia, non equivale a un’autorizzazione generalizzata alla pesca lungo tutto il molo.

Dove si può pescare

L’attività è consentita esclusivamente negli ultimi 300 metri del Molo Sud, nel tratto terminale situato a ridosso del fanale rosso.

La pesca deve essere praticata esclusivamente dal massetto in asfalto bituminoso. È quindi vietato utilizzare o percorrere i massi posti a protezione del molo.

Un’altra prescrizione fondamentale riguarda la direzione delle canne: devono essere rivolte esclusivamente verso l’esterno del porto.

È pertanto vietata la pesca rivolta verso l’interno del bacino portuale.

Quando non si può pescare

Il regolamento introduce precise limitazioni, in particolare nel periodo estivo.

Dal 1° giugno al 15 settembre di ogni anno, la pesca sportiva e ricreativa è vietata:

il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle ore 8 alle ore 20;

durante eventi e manifestazioni autorizzati che si svolgono sul Molo Sud e disciplinati da apposita ordinanza;

all’interno del bacino portuale;

sui massi posti a protezione del molo.

Al di fuori delle fasce e delle giornate interdette, l’ordinanza consente l’attività di pesca giorno e notte, sempre nel tratto autorizzato e nel rispetto delle altre prescrizioni.

«Libera fruizione non significa accesso indiscriminato»

La riapertura è stata accompagnata da precise regole di sicurezza per garantire la convivenza tra pescatori e altri frequentatori del molo.

«Libera fruizione non significa accesso indiscriminato. Sono state stabilite delle regole di buon senso [...] proprio a tutela della pubblica incolumità», chiarisce Dario Gerardi, comandante della Capitaneria di Porto di Ortona.

Dario Gerardi

( Clicca sulla foto del C.F. (CP) Dario Gerardi - Comandante della Capitaneria di Porto di Ortona per guardare le sue dichiarazioni )

Gerardi sottolinea quindi che la nuova disciplina non consente un accesso senza condizioni, ma stabilisce comportamenti e limiti finalizzati a evitare situazioni di pericolo per pescatori e pedoni.

Attenzione alle condizioni del mare e del vento

La possibilità di raggiungere il Molo Sud per pescare è subordinata anche alle condizioni meteomarine.

L’accesso per la pesca non è consentito quando si verificano condizioni uguali o superiori a quelle indicate nell’ordinanza:

mare mosso, 3 Douglas, con altezza delle onde compresa tra 0,50 e 1,25 metri, con onde che frangono sul molo;

vento fresco, 39-49 km/h, 6 Beaufort;

pioggia moderata, con intensità compresa tra 2 e 6 millimetri all’ora.

Si tratta di una prescrizione legata direttamente alla sicurezza degli utenti e alla particolare conformazione dell’infrastruttura.

Gerardi richiama in particolare il divieto di accesso ai massi posti a protezione della banchina e l’obbligo di evitare l’accesso in presenza di condizioni meteorologiche avverse.

«Bisogna assolutamente evitare di accedere alla banchina con mare mosso, con vento forte o in caso di pioggia», sottolinea il comandante.

Pesca notturna: obbligatoria l’alta visibilità

La pesca è ammessa anche nelle ore serali e notturne, ma in questo caso sono previste ulteriori prescrizioni.

Il pescatore deve indossare vestiario ad alta visibilità al 50 per cento e deve essere dotato di lampade con segnalatori luminosi.

La misura è prevista considerando l’assenza di illuminazione sul tratto interessato.

Prima di effettuare il lancio della lenza, inoltre, il pescatore deve verificare che non vi siano rischi o pericoli per le persone che transitano lungo il camminamento confinante con l’area autorizzata e per le installazioni circostanti.

Informazione prima dei controlli

La Capitaneria ha accompagnato l’avvio della nuova disciplina con un’attività di informazione rivolta agli utenti.

«L’avvio è stato graduale. Inizialmente abbiamo cercato di fare informazione tramite social, tramite la stampa locale e successivamente anche sul posto», riferisce Gerardi.

Il comandante spiega che l’attività di sensibilizzazione è stata svolta attraverso i social, la stampa locale e il personale della Capitaneria direttamente sul Molo Sud, proprio per richiamare l’attenzione sui rischi connessi alla fruizione dell’area.

Resta tuttavia fondamentale il rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione dell’ordinanza sono previste sanzioni, che il comandante definisce particolarmente pesanti per le violazioni relative al divieto di pesca in porto e alle disposizioni del provvedimento.

Necessaria la comunicazione per la pesca sportiva e ricreativa

L’ordinanza stabilisce anche un obbligo documentale.

Il pescatore sportivo deve essere in possesso dell’attestazione relativa all’invio della “Comunicazione di esercizio della pesca sportiva e ricreativa”, effettuata secondo le modalità previste dalla normativa ministeriale vigente.

L’attestazione deve essere conservata dal pescatore ed esibita, insieme a un valido documento di riconoscimento, in caso di richiesta da parte degli organi accertatori.

Il Molo Sud resta aperto ai pedoni

La nuova disciplina non riguarda soltanto i pescatori. L’ordinanza regola infatti anche il libero transito pedonale.

La passeggiata è consentita anche negli orari e nei giorni nei quali è autorizzata la pesca, nel tratto individuato dalla segnaletica a terra.

Il transito pedonale viene invece vietato durante manifestazioni e gare di pesca sportiva autorizzate e disciplinate da apposita ordinanza.

Anche per i pedoni valgono le limitazioni legate alle condizioni meteomarine avverse. Non è inoltre consentito percorrere o sostare sui massi posti a protezione dell’infrastruttura.

Sono vietati anche i tuffi dalla scogliera.

Pesca e passeggio: l'obiettivo della convivenza

Il Comune di Ortona ha avuto un ruolo nel percorso che ha portato alla nuova disciplina. Il sindaco Angelo Di Nardo ricostruisce l’avvio del confronto partendo dalle richieste provenienti dal territorio.

«Il tutto nasce da una fase anche di ascolto del territorio e dalla necessità paventata da alcuni frequentatori e praticanti della pesca sportiva, dalla Federazione, dal Comitato di Chieti in particolare», spiega Di Nardo.

Angelo Di Nardo

( Clicca sulla foto di Angelo Di Nardo - Sindaco di Ortona per guardare le sue dichiarazioni )

Il sindaco riferisce che il Comune ha quindi avviato un dialogo con l’autorità marittima e con quella portuale, presentando anche le ragioni legate alla tradizione marinara di Ortona e alla possibilità di utilizzare il molo per la pesca, il passeggio e iniziative sportive.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a una convivenza regolamentata tra le diverse forme di fruizione dell’area.

«Non ci sono controindicazioni [...] tra chi decide magari di fare anche un po’ di attività fisica lungo il molo o decide di praticare la pesca sportiva», afferma il sindaco.

Secondo Di Nardo, pesca, passeggio e attività fisica possono essere conciliati attraverso il rispetto delle regole, una corretta cartellonistica e un'attività di controllo da parte dei soggetti coinvolti.

Vietati biciclette, monopattini e altri mezzi

Tra le disposizioni generali figura anche il divieto di accesso al Molo Sud con veicoli o mezzi di locomozione.

L’ordinanza vieta l’accesso con monopattini, pattini, skateboard, biciclette, motocicli e altri veicoli e velocipedi, richiamando l’articolo 50 del Codice della strada.

Fanno eccezione i mezzi della Capitaneria di Porto, delle Forze dell’ordine e della Polizia Locale, i mezzi di soccorso e quelli utilizzati dagli addetti alla manutenzione dei segnalamenti marittimi, secondo quanto previsto dall’ordinanza.

Una regola fondamentale: lasciare il molo pulito

Il regolamento dedica particolare attenzione anche alla tutela dell’area.

È vietato depositare sul molo attrezzature quando queste possano ostacolare il passaggio dei mezzi di soccorso. È inoltre vietato gettare qualsiasi oggetto in mare.

Chi utilizza l’area è tenuto a lasciarla pulita e libera da rifiuti e oggetti di qualsiasi natura. I rifiuti devono essere conferiti negli appositi mastelli o contenitori collocati all’ingresso del Molo Sud.

È inoltre vietato manomettere o imbrattare il fanale rosso posto all’estremità del molo e le strutture delle scogliere.

Il ruolo della FIPSAS e della segnaletica

L’Ordinanza n. 8 attribuisce alla FIPSAS – Comitato Provinciale di Chieti un ruolo specifico nella corretta informazione degli utenti.

L’associazione richiedente deve infatti provvedere, a proprie cure e spese, all’installazione e alla manutenzione della cartellonistica verticale e orizzontale.

La segnaletica deve indicare l’inizio e la fine dell’area nella quale sono disciplinati la pesca sportiva e ricreativa e il libero transito pedonale.

Alla radice del Molo Sud deve inoltre essere presente un cartello riepilogativo con le condizioni di fruizione, gli obblighi e i divieti previsti dal regolamento.

Secondo la documentazione fornita, la cartellonistica è stata posizionata dal Comitato Provinciale FIPSAS di Chieti, con sede a Ortona e presieduto da Eugenio Rapino.

Una riapertura che guarda anche allo sport e al territorio

Per il Comune la riapertura può avere anche ricadute sul piano della promozione territoriale, soprattutto attraverso gli eventi sportivi.

«È una scusa in più per promuovere la nostra città ed è una cosa che si aggiunge alle tante opportunità che il territorio può offrire», osserva Di Nardo.

Il sindaco auspica quindi che, insieme alla Federazione e agli eventi sportivi già programmati, la possibilità di praticare la pesca sul Molo Sud possa attirare a Ortona pescatori e società sportive provenienti anche da altre località, contribuendo alla conoscenza del territorio.

L'auspicio della FIPSAS: Ortona come possibile modello

La riapertura viene considerata dalla FIPSAS anche sotto il profilo più generale della pratica della pesca sportiva nelle aree portuali.

Stefano Sarti, vicesponsabile del settore pesca di superficie della Federazione, ringrazia il Comitato Provinciale di Chieti, le società della provincia e le istituzioni che hanno contribuito al risultato, tra cui Capitaneria di Porto, Comune di Ortona e Regione Abruzzo.

«Io spero tanto che il Molo di Ortona non sia solo l’inizio di questo importante percorso che dà la possibilità a tutti gli appassionati di pesca sportiva di andare a praticare il proprio sport in sicurezza, ma soprattutto in legalità», afferma Sarti

Stefano Sarti

( Clicca sulla foto di Stefano Sarti - Vice responsabile del Settore Pesca di Superficie FIPSAS per guardare le sue dichiarazioni )

L'auspicio è quindi che l'esperienza di Ortona possa rappresentare un punto di partenza per altre realtà italiane, in un contesto nel quale, secondo Sarti, la pesca sportiva nelle aree portuali rimane ancora limitata.

Il rappresentante FIPSAS collega inoltre la riapertura al rapporto tra pesca, natura e giovani.

«Mi auguro che le nuove generazioni possano avere questa fortuna di riuscire a fare quello che facevamo noi da piccoli», aggiunge.

Sanzioni in caso di violazione

Il rispetto delle prescrizioni non è affidato soltanto alla responsabilità individuale.

L’Ordinanza n. 8 prevede che i trasgressori siano sanzionati, qualora il fatto non costituisca un reato più grave, secondo quanto previsto dagli articoli 1161 e 1174 del Codice della navigazione e, per quanto applicabile, dal Codice della strada.

Sono inoltre previste conseguenze per i veicoli eventualmente parcheggiati in violazione delle disposizioni, compresa la rimozione e l’addebito delle relative spese al proprietario e/o al trasgressore.

Una riapertura subordinata alla sicurezza

La disciplina introdotta nel 2026 nasce quindi dalla necessità di trovare un equilibrio tra due esigenze: da una parte la possibilità per la cittadinanza di tornare a frequentare un luogo storicamente utilizzato per attività ricreative e per la pesca con canna; dall’altra la necessità di garantire condizioni di sicurezza in un’infrastruttura portuale.

La stessa ordinanza richiama infatti la necessità di tutelare la pubblica incolumità, la sicurezza fisica e la salute degli utenti.

La pesca sul Molo Sud di Ortona è dunque nuovamente possibile, ma non in maniera indiscriminata. L’accesso, gli orari, il tratto utilizzabile, la direzione delle canne, le condizioni meteorologiche, l’abbigliamento notturno e il comportamento da tenere sono tutti elementi disciplinati dal provvedimento.

La riapertura rappresenta così il punto di arrivo di un percorso istituzionale avviato per recuperare una consuetudine locale, ma anche l'inizio di una nuova fase nella quale la possibilità di tornare a pescare dovrà convivere con il rispetto delle regole, la tutela dei pedoni e la sicurezza dell'infrastruttura portuale.


Paolo Di Deo 

PDD

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