Ortona, restaurato il cippo in memoria delle vittime della strage di Nassiriya

 





Domenica 30 novembre 2025 nella  Sala Eden a Ortona c'è stato l’incontro dedicato a  uno dei temi più urgenti e universali del nostro tempo: la tutela dei diritti umani. L’evento, dal titolo “Il prezzo del silenzio: diritti umani nel terzo millennio “Il prezzo del silenzio: diritti umani nel terzo millennio”, 

Si è svolta sabato 24 gennaio 2026, alle ore 10, a Ortona, la cerimonia di inaugurazione del restauro del cippo commemorativo dedicato alle vittime della strage di Nassiriya. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Ortona “M.M.A. di Battaglia Alberto Cilento” e si è tenuta nel giardino antistante la Sala Eden, luogo in cui il monumento era stato originariamente collocato il 26 marzo 2005.

Sul cippo è incisa la dedica: «A memoria dei caduti di Nassiriya che nell’adempimento del proprio dovere pagarono con il sacrificio estremo della vita», a ricordo dell’attentato del 12 novembre 2003, uno degli episodi più tragici della missione italiana in Iraq.

In quella circostanza, un camion cisterna carico di esplosivo esplose davanti all’ingresso della base “Maestrale”, sede della Multinational Specialized Unit (MSU) italiana dei Carabinieri. L’attentato provocò anche l’esplosione del deposito munizioni e causò la morte di 28 persone, tra cui 19 italiani e 9 iracheni, tra militari e civili.

L’appuntato Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base, riuscì a neutralizzare i due attentatori, facendo sì che il camion esplodesse sul cancello e non all’interno della caserma, evitando conseguenze ancora più gravi. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri presenti, dalla neonata polizia irachena e da civili del luogo.

La cerimonia di Ortona, coordinata dal Vice Ispettore avvocato Paolo Tommasetti, si è aperta con l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno nazionale. Il tricolore è stato issato dal luogotenente c.s. Andrea Ricchiuti e dal brigadiere  Filippo Ianniello. A seguire, lo scoprimento della targa commemorativa, effettuato dal sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo, accompagnato dal comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona, maggiore Alfonso Venturi, e dal presidente della Sezione ANC di Ortona, luogotenente c.s. Michele Daluiso.

Dopo la benedizione impartita da don Jean Bosco Kasereka, è stato deposto un omaggio floreale dal luogotenente carica speciale Germano Maggoi e dalla benemerita Maria Iacovino.
La composizione, nei colori rosso e blu, ha richiamato i valori simbolici dell’Arma dei Carabinieri: il coraggio, l’audacia e il sacrificio, da un lato, e la fedeltà, la giustizia e l’amor di Patria, dall’altro.

Il momento commemorativo è proseguito sulle note della Leggenda del Piave, celebre canto patriottico composto nel giugno 1918 da Ermete Giovanni Gaeta, seguito dal silenzio d’ordinanza.

Nel primo degli interventi ufficiali, il presidente della Sezione ANC di Ortona, Michele Daluiso, ha evidenziato come il restauro del cippo sia stato realizzato nel rispetto dello spirito originario del monumento, con interventi limitati ma finalizzati a renderlo più visibile. Daluiso ha inoltre sottolineato il significato profondo della cerimonia, ricordando che «non siamo qui soltanto per ricordare, ma soprattutto per onorare carabinieri, militari e civili accomunati dallo stesso ideale: portare la pace in un luogo dove la pace non c’era».

È quindi intervenuto il maggiore Alfonso Venturi, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona, che ha ricordato come la strage di Nassiriya rappresenti «dal termine della Seconda guerra mondiale l’episodio con il più alto numero di caduti militari italiani», ribadendo che i carabinieri e i militari italiani erano impegnati in una missione di pace e umanitaria e sottolineando l’importanza della memoria come dovere verso le future generazioni.

Il vicepresidente della Sezione ANC di Ortona, luogotenente c.s. Fernando Morelli, ha dato lettura di un messaggio inviato dal generale Attilio Aquilano, socio della sezione ortonese dell’Associazione Nazionale Carabinieri, alto ufficiale dell’Arma che ha operato in gran parte nelle Marche e che, al termine del servizio, è stato giudice di pace a Ortona e Chieti.


A seguire, il sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo, ha definito il restauro del cippo un gesto non solo tecnico ma profondamente civile, sottolineando come «Nassiriya non è un luogo geografico: è una ferita ancora aperta nella coscienza del Paese e un punto fermo nella storia recente della Repubblica», rimarcando al tempo stesso che la memoria richiede cura, impegno e responsabilità per essere trasmessa alle nuove generazioni.

La Preghiera del Carabiniere è stata letta dal sottotenente Domenico Ardito.


Alla cerimonia erano presenti rappresentanti della Guardia di Finanza, della Capitaneria di porto, della Polizia Locale, dell’Esercito, oltre all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Ortona, all’Associazione Nazionale Polizia di Stato – sezione di Chieti, ai Vigili del Fuoco, alla Croce Rossa Italiana e ad alcuni assessori e consiglieri comunali della città di Ortona.


I saluti finali del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona, maggiore Alfonso Venturi, hanno concluso l’inaugurazione del restauro del cippo.





Questo il video della cerimonia

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PDD

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