IL REGOLAMENTO PER L’ARMAMENTO DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE

 


IL REGOLAMENTO PER L’ARMAMENTO DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE

I comunicati sull'argomento : 


1 ) Il 9 aprile 2026 il comunicato del Comune di Ortona 

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IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORTONA APPROVA IL REGOLAMENTO PER L’ARMAMENTO DEL CORPO DI POLIZIA LOCALE

ORTONA, 9 aprile - Il Consiglio comunale di Ortona ha approvato nella seduta di ieri il “Regolamento comunale per la disciplina dell’armamento del Corpo di Polizia Locale”, che definisce in modo organico dotazioni, modalità di impiego e criteri di assegnazione delle armi agli agenti.

Il provvedimento consente di adeguare l’organizzazione del servizio alle disposizioni normative vigenti, superando una situazione di non piena conformità rispetto alla normativa nazionale che prevede, in particolare nei servizi notturni e di pronto intervento, la dotazione dell’arma d’ordinanza. Una condizione che, fino ad oggi, esponeva gli operatori a potenziali rischi nello svolgimento delle attività sul territorio.


Il regolamento disciplina in modo puntuale l’intero sistema, dall’assegnazione delle armi alla formazione, fino ai controlli e alle responsabilità degli operatori, nel rispetto di quanto previsto dalla Legge n. 65/1986, dal D.M. 145/1987 e dalla legge regionale 42/2013.


L’arma d’ordinanza individuata è la pistola semiautomatica calibro 9, mentre è prevista anche la dotazione di sciabole esclusivamente per servizi di rappresentanza in alta uniforme. Il numero delle armi sarà commisurato agli agenti in possesso della qualifica di pubblica sicurezza, con una quota di riserva.


Particolare attenzione è dedicata agli aspetti legati alla sicurezza: l’assegnazione dell’arma è subordinata al possesso di specifici requisiti psico-fisici, a test attitudinali e al superamento di un percorso di addestramento iniziale, oltre a sessioni obbligatorie di tiro annuali. Sono inoltre previsti controlli periodici, possibilità di ritiro cautelare dell’arma e rigide regole per la custodia. Il regolamento stabilisce anche le modalità di porto dell’arma, che dovrà essere utilizzata durante i servizi esterni, notturni e di pronto intervento.


Il Corpo di Polizia Locale, diretto dal comandante Livio Feragalli, potrà così operare con strumenti adeguati alle esigenze operative e in condizioni di maggiore sicurezza. L’implementazione dell’armamento prevede un investimento iniziale di circa 25mila euro, a cui si aggiungono costi di gestione stimati in circa 2mila euro annui. Le risorse necessarie saranno reperite attraverso l’articolo 208 del Codice della Strada, che consente di destinare una quota dei proventi delle sanzioni a interventi per la sicurezza, senza incidere su altri capitoli di bilancio o sulla spesa già programmata dall’ente.


“L’approvazione di questo regolamento rappresenta un passaggio importante per rafforzare il sistema di sicurezza sul territorio - dichiara il sindaco Angelo Di Nardo - Una città che vuole crescere ha bisogno di un controllo del territorio più strutturato e di strumenti adeguati per chi ogni giorno è chiamato a garantire sicurezza e legalità. Negli ultimi mesi abbiamo investito sul Corpo di Polizia Locale, dotandolo di nuove strumentazioni come il drone, l’etilometro, implementando il sistema di videosorveglianza e introducendo anche le moto, che consentono tempi di intervento più rapidi soprattutto nel periodo estivo, quando la città registra una presenza significativa di turisti. L’armamento si inserisce in questo percorso e si lega anche alla volontà di rafforzare i servizi, in particolare nelle ore notturne, dove è fondamentale garantire la presenza di operatori adeguatamente equipaggiati. La sicurezza non si improvvisa, ma si programma. L’obiettivo - conclude il sindaco - è prevenire fenomeni di degrado e microcriminalità e garantire una presenza sempre più efficace sul territorio, a tutela dei cittadini".

2) Il 09 aprile 2026 il comunicato stampa di Avs 


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AVS Ortona – Armare la Polizia Locale: una scelta politica, costosa e non supportata da dati oggettivi

## Nessuna evidenza che le armi migliorino la sicurezza

## Un rischio anche per l’immagine turistica

## Costo preventivo definito dal Sindaco 35.000 euro i primi cinque anni + 2.000 euro annui

##  Non ha senso armare i vigili urbani senza una priorità ignorata: la videosorveglianza

## La nostra proposta: innovazione, non militarizzazione e paura

Il Consiglio comunale ha approvato la delibera per l’armamento della Polizia Locale.

Una decisione che riteniamo sbagliata, non necessaria e non supportata da evidenze oggettive.

Una scelta politica, non tecnica

Dalla lettura degli atti emerge chiaramente che non vi sono dati concreti che giustifichino questa 

decisione:

nel nostro territorio non si registrano fenomeni di criminalità grave, né situazioni tali da richiedere l’uso di armi da fuoco da parte della Polizia Locale.

Le motivazioni addotte — come il “miglioramento della percezione di sicurezza” o la “vocazione turistica” — sono di natura politica e comunicativa, ma non rappresentano criteri tecnici previsti 

alla normativa per l’armamento.

Nessuna evidenza che le armi migliorino la sicurezza

Non esistono dati, né in Italia né a livello internazionale, che dimostrino che l’armamento della 

Polizia Locale riduca i reati o migliori la sicurezza urbana.

Al contrario, gli studi dimostrano che la sicurezza aumenta grazie a:

 presenza sul territorio 

 controlli mirati 

 prevenzione 

 qualità urbana 

L’arma, per legge, è uno strumento di difesa estrema dell’agente, non di prevenzione. Un rischio anche per l’immagine turistica

Ortona è una città turistica.

Come evidenziato da studi internazionali (Security and Defence Quarterly, 2019), la percezione di sicurezza è determinante per l’attrattività di un territorio.

Un contesto percepito come militarizzato può generare timore e sfiducia nei visitatori, con effetti negativi sull’economia turistica.

Costi elevati e uso discutibile delle risorse

L’Amministrazione ha indicato un costo di circa 35.000 euro i primi 5 anni, poi 2.000 euro  all'anno.

Queste risorse, anche se provenienti dall’art. 208 del Codice della Strada, non sono “costo zero”, ma fondi pubblici vincolati che potrebbero essere destinati a:

 sicurezza stradale 

 segnaletica 

 illuminazione 

 videosorveglianza 

Destinarle all’armamento significa rinunciare a interventi concreti di prevenzione.

Una priorità ignorata: la videosorveglianza

Ad oggi, il territorio comunale non dispone di un sistema diffuso ed efficace di videosorveglianza.

Si tratta di uno strumento fondamentale per la prevenzione e il controllo del territorio, adottato in  modo capillare nella maggior parte dei Comuni.

È quindi evidente una contraddizione: si investe nelle armi, ma non negli strumenti base di  sicurezza.

Trasparenza e imparzialità

Considerato che il Sindaco opera nel settore della sicurezza privata, riteniamo necessario richiamare l’attenzione sulla massima trasparenza e sull’astensione da ogni decisione potenzialmente collegata, nel rispetto delle norme e della fiducia dei cittadini.

La nostra proposta: sicurezza vera, non armata

Noi proponiamo un modello alternativo di sicurezza, basato su:

 maggiore presenza della Polizia Locale sul territorio ed incremento di progetti di Cultura del 

rispetto del territorio  e di polizia di prossimità, “innovazione non militarizzazione e paura”

 potenziamento della videosorveglianza 

 contrasto a rifiuti, abusivismo e illegalità diffusa anche giovanile con operazioni educative 

 controlli sulla sicurezza stradale e sulle corse illegali anche notturne

 Formazione alla mediazione e prevenzione 

Una scelta sbagliata

La sicurezza non si costruisce con le armi,

ma con prevenzione, presenza e qualità del territorio.

Per questo riteniamo che l’armamento della Polizia Locale sia una scelta sproporzionata, 

inefficace e costosa, che non risponde ai reali bisogni della città.

Gruppo AVS – Ortona   


3) Il 10 aprile 2026 il comunicato stampa del Partito Comunista Italiano – di Ortona 


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Polizia Locale armata, il PCI: priorità sbagliate, servono strade sicure. 

Comunicato stampa del Partito Comunista Italiano – di Ortona 

Il Consiglio comunale di Ortona ha approvato il regolamento per l’armamento della Polizia Locale, introducendo l’utilizzo operativo delle armi nei servizi esterni, notturni e di pronto intervento. 

Una scelta che viene presentata come un adeguamento alla normativa, ma che in realtà è una decisione politica ben precisa. La legislazione nazionale non obbliga i Comuni ad armare la Polizia Locale: ne consente la possibilità, lasciando alle amministrazioni la responsabilità di scegliere. Parlare di “superamento di una condizione di non piena conformità” è quindi fuorviante. Non si trattava di un obbligo da rispettare, ma di una direzione da assumere. E l’amministrazione Di Nardo ha scelto quella delle armi. 

A rendere ancora più discutibile questa decisione è la scelta di finanziare l’operazione attraverso una quota dei proventi delle sanzioni stradali. 

Si tratta di risorse che, per legge, possono essere destinate alla sicurezza e alla manutenzione delle strade. Eppure, invece di utilizzarne una parte per migliorare concretamente la viabilità, eliminare situazioni di pericolo e intervenire sul degrado urbano, si è deciso di destinarle all’acquisto e alla gestione delle armi. 

Non è un obbligo, è una scelta politica.In una città dove i cittadini affrontano ogni giorno strade dissestate, buche pericolose e manutenzione carente, le priorità dovrebbero essere ben altre. 

Il rischio è quello di spostare l’attenzione sulla risposta armata, mentre la sicurezza reale, quella quotidiana, resta in secondo piano. 

Non esiste alcuna evidenza che l’aumento delle armi sul territorio riduca la criminalità. La sicurezza si costruisce attraverso la prevenzione, il lavoro, i servizi e la cura della città. 

Le armi intervengono quando il problema è già esploso. La politica dovrebbe evitare che esploda. 

Il PCI Ortona ribadisce la propria contrarietà a questa scelta e invita la cittadinanza a riflettere: la sicurezza non si costruisce con le pistole, ma con diritti, lavoro e giustizia sociale. 

Ortona, 10 aprile 2026  

Partito Comunista Italiano –  di Ortonasempre più efficace sul territorio, a tutela dei cittadini"


4) 11 aprile 2026 il comunicato stampa del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) 


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Il Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL)  ritiene vergognosa e profondamente miope la posizione espressa da alcuni partiti politici locali, che criticano con toni duri e strumentali la decisione dell'Amministrazione Comunale di dotare la Polizia Locale delle armi da fuoco, in particolare nei servizi esterni, notturni e di pronto intervento.

In un contesto sociale sempre più delicato, dove la sicurezza urbana è una priorità irrinunciabile, è indispensabile che gli operatori di polizia siano adeguatamente preparati e dotati di strumenti che possano garantire la loro sicurezza e quella dei cittadini. Il nostro lavoro è quotidianamente a stretto contatto con i cittadini, e non possiamo ignorare che la sola presenza di un agente armato può rappresentare un deterrente significativo contro atti criminali e violenti. È stato dimostrato nel tempo che la visibilità di forze dell'ordine adeguatamente equipaggiate contribuisce a ridurre i reati, soprattutto in zone ad alto rischio e nelle ore notturne, quando le situazioni possono degenerare rapidamente.

Criticare l’armamento della Polizia Locale, senza prendere in considerazione le reali necessità operative e le specificità del contesto cittadino, è un errore che mette in secondo piano la sicurezza di chi ogni giorno lavora per tutelare la comunità. Non possiamo ridurre il tema della sicurezza alla sola “prevenzione sociale” o all’“educazione civica”. Questi sono aspetti fondamentali, certo, ma non sono sufficienti a fronteggiare situazioni di emergenza o aggressioni dirette nei confronti degli agenti, che in tali frangenti necessitano di strumenti adeguati per proteggere se stessi e l'incolumità dei cittadini.

Comprendiamo le preoccupazioni legittime in merito ai costi dell'operazione e alla destinazione dei fondi pubblici. Tuttavia, è inaccettabile che si suggerisca che investire in sicurezza urbana non sia una priorità. La decisione di utilizzare i proventi delle sanzioni stradali per finanziare l'armamento degli agenti è in linea con la normativa vigente, che consente ai Comuni di destinare queste risorse alla sicurezza. Non è un "errore" o una "scelta politica" come sostenuto da alcuni, ma una misura concreta per garantire la protezione di chi quotidianamente si trova a fronteggiare situazioni difficili.

È facile, a volte, cadere nella tentazione di criticare da una posizione di sicurezza, ma la realtà è ben diversa. La sicurezza dei cittadini non è un concetto astratto o una questione che può essere affidata solo alla buona volontà. È un aspetto che richiede impegno, risorse e, soprattutto, adeguati strumenti operativi. In questo senso, la decisione di armare la Polizia Locale non è solo legittima, ma necessaria.

Infine, ricordiamo che la sicurezza si costruisce ogni giorno, con il lavoro costante di tutti gli operatori di polizia, e con il supporto e il rispetto delle istituzioni. Noi, come sindacato di polizia locale, continueremo a lavorare affinché la sicurezza urbana e la tutela dei cittadini siano sempre al centro delle politiche pubbliche, con un approccio equilibrato, responsabile e, soprattutto, orientato alla protezione di chi vive e lavora in questa città.

Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL)


5) 11 aprile 2026 il comunicato ANVU-ASS.PROFESSIONALE POLIZIA LOCALE D’ITALIA -IL PORTAVOCE NAZIONALE E VICE PRESIDENTE NAZIONALE VICARIO-DOTT. ( mag.) LUCIANO MATTARELLI 


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.... l’armamento per la P.L. è reso obbligatorio dall’art. 20/2 del D.M.I. 145/87. Si allega disamina dell’Avv. Montanari, Circolare ministeriale in tal senso. Ed altra documentazione e giurisprudenza.


Art. 20. Decreto Ministero Interno 145/87

1. Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 2, si applicano le norme esistenti, in quanto compatibili con la legge 7 marzo 1986, n. 65, e con le disposizioni del presente regolamento.

2. Qualora non risulti determinata o determinabile l'indicazione dei servizi per i quali gli addetti alla polizia municipale di cui all'art. 1 espletano il servizio muniti di armi, essa si intende fatta per i servizi esterni di vigilanza e, comunque, per i servizi di vigilanza e protezione della casa comunale e dell'armeria del Corpo o servizio, per quelli notturni e di pronto intervento.

3. Il sindaco, qualora entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente regolamento non abbia provveduto alla comunicazione di cui all'art. 2, secondo comma, comunica al prefetto le disposizioni del regolamento comunale che risultano applicabili in via transitoria ai sensi del primo comma.


Visto, il Ministro dell'interno SCALFARO

 Il comma 2 obbliga di armare la P.L. . Il Consiglio Comunale puo’ allargare la casistica ( non comprimerla ) in ulteriori casi.

Non si può sottacere che anche il Consiglio di Stato sez. V il  29 dicembre 2009 con la sentenza  n. 8997 ha affermato che “…Il Collegio ritiene che tra le funzioni per le quali è necessariamente previsto l'uso delle armi vi siano quelle di pubblica sicurezza che sono conferite ai “vigili urbani2 ( ora Agenti di P.L.) come previsto dall'art. 5 L. n. 65/86 secondo cui "il personale che svolge servizio di polizia municipale , nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, esercita anche...funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ai sensi dell'art. 3 della presente legge". 

Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Ufficio per l’Amministrazione Generale prot. 557/PAS. 9400.12982(10)8 dell’11/10/2006 che testualmente affermava: “…Quindi, per quanto concerne l’impiego del personale nei servizi notturni, non vi sono dubbi che l’espletamento degli stessi debba essere effettuato da coloro che abbiano in dotazione l’arma, rientrando nelle ipotesi cogenti previste dal 2° comma dell’art. 20 del citato D.M. 145/1987, proprio perché si tratta sempre di esigenze essenzialmente di prevenzione, il cui svolgimento può concretamente porre in pericolo l’incolumità di chi li espleta. Si sottolinea, infine, che, a parere di questo ufficio, i servizi armati di cui al riportato art. 20 ‘servizi esterni di vigilanza, servizi di vigilanza e protezione della casa comunale ed all’armeria, servizi notturni e di pronto intervento sono stati definiti indicativi proprio per lasciare a ciascun comune la possibilità di individuare a livello locale, ulteriori specifiche tipologie di servizi armati, in aggiunta a quelli suindicati che devono essere previsti nel regolamento comunale, debitamente approvato ai sensi di legge. 

Sul piano logico l'ineludibile nesso tra utilizzazione delle armi e funzioni di pubblica sicurezza consegue alla connessione di queste ultime con le attività di vigilanza, prevenzione e repressione di reati ed il possibile uso delle armi, quale mezzo di coercizione indispensabile per il perseguimento di tali finalità, che ne deriva (così C.d.S. sez. IV n. 6247/00).

ANVU-ASS.PROFESSIONALE POLIZIA LOCALE D’ITALIA

Ufficio di Presidenza Nazionale

IL CAPO UFFICIO LOLLI MARCELLA

IL PORTAVOCE NAZIONALE E VICE PRESIDENTE NAZIONALE VICARIO-DOTT. ( mag.) LUCIANO MATTARELLI

6) 12 aprile 2026 il comunicato ANVU-Abruzzo

ANVU – Associazione Professionale della Polizia Locale d’Italia

Ufficio Presidenza Nazionale 

* prot n. 477/2026 DP I^ 

ANVU, associazione professionale della Polizia Locale d'Italia, prima nel Paese per rappresentatività e presenza capillare sul territorio, statutariamente deputata alla tutela dell'onore, del prestigio, dell'integrità e della professionalità dei propri iscritti, esprime profonda preoccupazione per il livello, francamente imbarazzante, del dibattito pubblico sviluppatosi a seguito della decisione del Comune di Ortona in merito a1l'armamento della Polizia Locale, a fronte delle dichiarazioni rese dal Partito Comunista Italiano e da Alleanza Verdi e Sinistra. Si tratta di prese di posizione che, più che contribuire a un confronto serio, restituiscono l'immagine di una lettura ideologica ormai del tutto scollegata dalla realtà operativa e giuridica in cui gli operatori sono chiamati a lavorare ogni giorno.

È necessario ristabilire con chiarezza un punto che sembra volutamente ignorato: qui non si parla di “militarizzazione” né di fantasiose derive autoritarie, ma di sicurezza sul lavoro.

Gli operatori di Polizia Locale sono lavoratori che, per legge, non possono sottrarsi all'intervento davanti a situazioni di rischio, anche grave. Devono intervenire in caso di aggressioni, reati in flagranza, situazioni di pericolo per cittadini e collettività. Non è una scelta discrezionale, ma un obbligo giuridico. Eppure, secondo una certa narrazione politica, dovrebbero farlo senza essere messi nelle condizioni minime per tutelare la propria incolumità.

È a questo punto che emerge con evidenza una contraddizione difficilmente giustificabile. Gli stessi soggetti che quotidianamente, e legittimamente, richiamano l'attenzione sulle morti sul lavoro e sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate per tutti i lavoratori, quando si tratta della Polizia Locale sembrano cambiare completamente approccio. Si afferma, nei fatti, che per alcuni lavoratori la sicurezza sia un diritto imprescindibile, mentre per altri possa essere sacrificata sull’ altare di una visione ideologica.

ANVU respinge con forza questa impostazione: la sicurezza è un diritto universale e non può essere applicata a geometria variabile.

Non meno discutibile appare il tentativo, piuttosto maldestro, di alimentare nei cittadini una percezione distorta sul tema dei costi. Si è cercato di far passare l'idea di una spesa pubblica rilevante e continuativa, quasi un peso strutturale destinato a gravare negli anni. La realtà è ben diversa e merita di essere chiarita con precisione. I costi iniziali stimati in circa 25.000 euro per un contingente di 15-17 operatori risultano non solo congrui, ma addirittura prudenziali, comprendendo l'acquisto delle armi, dei sistemi di custodia, delle dotazioni individuali come cinturone, fondina e accessori, la formazione iniziale presso il poligono di tiro, i dispositivi di sicurezza e tutto quanto necessario per operare in condizioni adeguate. Si tratta, dunque, di un investimento una tantum, come avviene per qualsiasi dotazione strutturale della pubblica amministrazione.

Negli anni successivi, l'unica voce di spesa è rappresentata dall'addestramento annuale obbligatorio, il cui costo si aggira intorno ai 120-130 euro per operatore, per un totale complessivo che difficilmente supera i 2.200 euro annui, peraltro esenti da IVA in quanto attività formativa. Parlare di costi fuori controllo o di spese insostenibili significa, semplicemente, voler costruire una narrazione artificiosa per condizionare negativamente l'opinione pubblica.

Altrettanto infondata è la tesi secondo cui una Polizia Locale dotata di arma rappresenterebbe un fattore di allontanamento per il turismo. Si tratta di un argomento che non solo non trova riscontro nella realtà, ma appare persino capovolto rispetto all'esperienza concrem Il turista contemporaneo, nella stragrande maggioranza dei casi, proviene da contesti in cui le forze di polizia locale sono già regolarmente armate. La presenza di operatori hen equipaggiati viene percepita come un elemento di sicurezza, non certo come una minaccia Un territorio presidiato da una Polizia Locale preparata e in grado di intervenire efficacemente trasmette fiducia, non timore.

Del resto, è sotto gli occhi di tutti come le polizie locali non armate rappresentino ormai una eccezione, delle vere e proprie “mosche bianche” nel panorama nazionale. Tentare di descrivere come anomalo ciò che è invece la prassi più diffusa significa, ancora una volta, piegare la realtà a una visione ideologica.

Vi è poi un ulteriore aspetto, molto concreto, che sembra essere stato completamente ignorato. Non armare il personale comporterebbe inevitabilmente limitazioni operative rilevanti, fino a rendere necessario interrompere determinati servizi nelle ore serali e notturne. Nel caso di Ortona, città a forte vocazione turistica e caratterizzata da numerose manifestazioni ed eventi durante tutto l'anno, i servizi serali rappresentano una componente essenziale dell'attività della Polizia Locale. Davvero si intende sostenere che gli operatori debbano cessare il servizio alle ore 22.00? Davvero si ritiene accettabile lasciare scoperto il territorio proprio nelle fasce orarie più delicate?

Il quadro giuridico, peraltro, è inequivocabile. Il datore di lavoro ha l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie, in relazione alla specificità dell'attività svolta, all'esperienza maturata e alle conoscenze tecniche disponibili, per tutelare l'integrità fisica e morale dei lavoratori. Nel caso della Polizia Locale, la natura delle funzioni esercitate espone gli operatori a rischi concreti e specifici, che non possono essere affrontati con strumenti simbolici o con rassicurazioni ideologiche. In questo contesto, l’arma rappresenta una misura estrema e proporzionata di difesa personale.

Negarne la disponibilità significa accettare consapevolmente che un lavoratore possa essere esposto a situazioni di pericolo reale senza avere neppure la possibilità di difendersi. Significa, in definitiva, trasformare un obbligo giuridico di tutela in una scelta politica arbitraria, con conseguenze potenzialmente gravi.

ANVU ritiene pertanto che la decisione assunta dal Comune di Ortona rappresenti un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto nei confronti dei propri operatori. Continuare a contrastarla con argomentazioni ideologiche, enfatizzazioni sui costi prive di fondamento e scenari allarmistici sul turismo non contribuisce a un dibattito serio, ma rischia soltanto di alimentare disinformazione e sfiducia.

La sicurezza non è uno slogan da utilizzare a corrente alternata. È un obbligo giuridico, un dovere morale e un principio che deve valere per tutti, senza eccezioni. ANVU continuerà a difendere con determinazione questo principio, anche di fronte a chi, ancora oggi, preferisce evocare paure infondate piuttosto che confrontarsi con la realtà dei fatti.

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Paolo Di Deo PDD  


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